star wars episodio 1 la minaccia fantasma curiosita'

 

TWA: trasporti per la galassia...


Quando l'astronave di Naboo con Qui-Gon ed Obi-Wan atterra su Naboo, c'è una scena di dialogo ch si svolge ai piedi di quest'ultima. Bene, in quella scena, guardando attentamente nell'angolo superiore destro, si può scorgere un aereo di linea della TWA che è stato cercato di rimuovere in una maniera un po' grossolana, con dei "pixelloni" color cielo. Nonostante tutto, però, non si può non notarlo. Certo, è molto difficile da vedere qui nei fermo-immagine, ma nella scena animata è facile da notare, se riprendete la cassetta. Purtroppo per lui, Lucas non può sospendere il traffico aereo, nemmeno per i suoi film...

 

Una mira alquanto strana


La regina amidala ed i cavalieri Jedi stanno scappando da Naboo. Dalla base del blocco della federazione partono dei colpi di laser. Lo scudo viene danneggiato. Escono dei droidi che cercano di ripararlo. La federazione mira ai droidi. Gli spara. Cerca di colpirli. E ci riesce pure. Insomma, dico io, ma non sarebbe stato più facile colpire direttamente l'astronave, visto che avevano quella mira????

 

Il codino di Obi-Wan

 



Quando al ritorno da Mos-Espa Qui-Gon torna indietro a riprendere Anakin su una specie di cammello, ha un piccolo dialogo con Obi-Wan. In questa scena il codino dell'allora padawan è a sinistra, anziché a destra, come in tutto il resto del film.

 

Occhialoni trasparenti


Gli occhiali che usano i piloti di Naboo Starfighter non esrvono a niente. Quel tipo di occhiali venivano adoperati dai piloti di biplani della prima guerra mondiale per evitare che insetti gli entrassero negli occhi durante le loro manovre, quando gli abitacoli erano ancora scoperti. Di cosa hanno paura, quei piloti là, che un qualche moscerino gli si "schianti" sulla faccia all'interno della carlinga?

 

L'acqua che non bagna


Qui-Gon ed Obi-Wan si immergono in un lago/fiume per raggiungere la città segreta dei Gungam. Percorrono un tragitto non breve. Entrano nella città. Parlano con Boss Nass e... sono perfettamente asciutti!

 

L'inglese domina ancora in star wars


Dopo lo svarione del tractor beam in Una Nuova Speranza (corretto poi nell' edizione dvd), l'errore dell'utilizzo di parole che in una galassia lontana lontana non avrebbero senso si ripete: innanzitutto, quando a Jar Jar si paralizza la lingua, si chiede: "dov'è la chiave inglese"? L'avessero almeno chiamata Chiave Idraulica come ne L'Impero Colpisce Ancora... Poi: Watto parla con Qui-Gon dei ricambi della nave: "Io Toidoriano, con me trucchi mentali non attacca, solo money"... Money, eh? Perché tanto tempo fa l'avrebbero capito, vero? È da dire, però, che questi non sono errori da attribuire al povero Lucas, qui è la traduzione italiana che è molto scadente...

 

La moltiplicazione dei soldati



Nel Palazzo di Naboo, Amidala, Panaka ed i soldati che erano con loro salgono di un piano usando le pistole-ascensore. Partono in otto e... arrivano in quindici !

 

Il Poncho di Qui-Gon Jinn nella Sacra Trilogia?


Datevi una seconda occhiata ad “A New Hope” (Episodio IV), in particolare la scena che vede Luke e Obi-Wan a casa del Maestro Jedi, mentre osservano il messagio di Leia. Sullo sfondo, su una sedia, si vede qualcosa che somiglia molto al poncho di lana che Qui-Gon indossa su Tatooine in EpI. Non può essere quello di Luke, perché lui ne indosserà uno solo più tardi. La cosa potrebbe essere intenzionale. Molti si sono infatti chiesti come mai non vi siano tracce di Qui-Gon Jinn nella Trilogia. Questo potrebbe essere un segnale che è morto, ma che Obi-Wan si ricorda di lui. Qui  sopra potete dare un'occhiata all'immagine incriminata, così come viene presentata su TFN.

La Forza come non l'avete mai vista!



Per tutta la durata della saga si parla della Forza... Ma a cosa si riferiva George Lucas parlando di questa "entità"?
Prima di iniziare le riprese George si consultò con molti maestri di di Aikido, perché aveva sentito parlare dell'energia che sfrutta tale arte marziale. Alla fine ha "inventato" la Forza immaginandola simile a quella di cui parlano i maestri di Aikido e così come tutti noi oggi la identifichiamo.

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